FaN~fIcTiOn!

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Sogno rivisitato
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Chikorita

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/9/2009, 22:20


Categoria: Originale
Titolo: Sogno rivisitato
Genere: Romantico, introspettivo, amicizia, triste
Personaggi: ---
Rating: Verde
Avvertimenti: ---


Vi pubblico a puntate questa storia che scrissi tra fine luglio del 2007 e settembre dello stesso anno, si chiama "Sogno rivistato" perché l'idea è nata proprio da un sogno che poi ho un po' modificato... Un po' tanto.

E poi il titolo è anche emblematico... Perché la protagonista, Silvia, rivive al termine della storia ciò che un tempo era stato un sogno per lei, ma lo rivive in modo "rivistato" e quindi doloroso e sbagliato, capendo che non si può tornere indietro nel passato...
Be', dovrei mettermelo in testa ora, questo! Evidentemente a settembre ero già profetessa :P .

Nel sogno c'eravamo soltanto io e dei miei amici, ed un tizio che era un mio ex, durante l'estate 2009.

Bè io posto la prima parte... Se vi piace continuo a metterla, tanto è una storia già terminata da tempo, di 17 pagine.
Non è carino come -10, non fa ridere, non sa di un ca**o in effetti :P .

Però ve la propongo comunque... A voi tutto...
E 5 € a chi indovina chi sono i personaggi nella realtà (oddio non è difficile!).


SOGNO RIVISITATO

Capitolo 1

Silvia mise il braccio fuori dal finestrino e sentì la brezza leggera della mattina accarezzarle la pelle. Federico, davanti a lei, stava guidando un po’ spericolato come al solito, e Giovanni, al suo fianco, stava facendo da dj, sistemando nell’autoradio le canzoni che più preferiva. Quando nell’automobile la musica irruenta dei Sum 41 con la loro scatenata “Still waiting” iniziò a diffondersi, Silvia iniziò a canticchiare, e con la testa si voltò per guardare l’automobile dietro di sé. Il suo amico Filippo stava guidando, al fianco della sua ragazza storica Elisa, nonché amica di Silvia, con la massima concentrazione, e soltanto Elisa si rese conto del fatto che la ragazza si fosse voltata a salutarli. Evidentemente Elisa doveva avere avvertito anche gli altri due passeggeri, Marco e Laura, perché Marco azzardò un cenno di saluto in direzione di Silvia, e anche Laura le sorrise gentilmente.
Silvia si voltò con una strana sensazione di peso sul petto e iniziò a canticchiare la canzone dei Sum 41, giusto per fare compagnia a Giovanni, anche perché, Roberta che era seduta al suo fianco, appariva piuttosto taciturna e poco propensa a unirsi al canto o alle chiacchiere. D’altronde Giovanni e Federico erano più amici suoi, rifletté Silvia. Roberta era invece più amica di Filippo e forse anche di Marco, ma dato che andare in macchina con due coppie le sembrava alquanto poco dignitoso, era finita fra tre compaesani, nonché amici di infanzia. Era strano, era partita per quella vacanza con alcuni fra i suoi vecchi amici più cari dei tempi del liceo e addirittura delle medie, Federico e Giovanni, e improvvisamente si sentiva molto sola, oltre che a disagio. Non era partita in vacanza con le sue nuove amiche e i suoi nuovi amici dell’università perché aveva bei ricordi legati ai tempi delle superiori, alle figure di Marco e di Filippo, e perché aveva frequentato fin da bambina Federico e Giovanni e continuava a frequentarli tuttora, anzi in quel periodo in special modo, come accadeva durante tutte le estati.
Scrutò Federico davanti a lei e non riuscì a evitare di sorridere: il suo profilo magro e con il naso aquilino, con i capelli castani scuri di media misura le era ormai a dir poco familiare. Lo aveva conosciuto in prima elementare ed aveva stretto una profonda amicizia con lui tre anni più tardi. Avevano fatte le scuole medie in sezioni separate della medesima scuola ed erano sempre stati più amici che mai. Si erano un po’ persi di vista durante il secondo anno delle superiori e parte del terzo, perché Silvia aveva iniziato a frequentare amiche un po’ troppo snob e forse si era montata un po’ la testa lei stessa… All’inizio aveva smesso di frequentarlo perché si era chiusa nel suo dolore per una cotta adolescenziale non corrisposta e che le aveva tolto tutto il desiderio di uscire e divertirsi, poi per il fatto di queste amiche, ma verso la terza superiore avevano ripreso la loro amicizia e tutto era tornato come prima. Era un po’ come la migliore amica femmina che non aveva mai avuto, e insieme parlavano di tutto: ragazzi, ragazze, amici vari, fantasy, Harry Potter, scuola…
Giovanni, seduto accanto a Federico, aveva due anni meno di lei ed era passato in quarta superiore. Frequentava l’istituto tecnico industriale della loro città ed era bocciato in prima, e Silvia lo conosceva dalla prima media, più o meno. Era il vicino di casa di Federico ed era un ragazzino estremamente dolce e insicuro, quanto testardo e poco incline a mostrare i suoi sentimenti. Ormai Fede se lo portava sempre dietro, e per Silvia era diventato un altro carissimo amico, oltretutto si divertiva un mondo a prendere in giro Federico con il sostegno di Giovanni, sempre disponibile a scherzare.
Al suo fianco stava Roberta, che aveva conosciuto in seconda liceo tramite alcune sue vecchie compagne di classe e tramite Filippo stesso. Roberta e Filippo erano in un’altra sezione dello stesso liceo scientifico di Silvia, e anche se la ragazza preferiva Filippo, negli anni aveva anche imparato ad apprezzare abbastanza Roberta. Nonostante la sua tendenza ad essere un po’ troppo invadente e alquanto bizzosa, Roberta era in genere una brava ragazza molto generosa e buona di cuore, anche se aveva un’odiosa tendenza a balbettare che Silvia talvolta detestava.
Filippo, che stava guidando la macchina dietro quella in cui stava viaggiando il loro quartetto, lo aveva conosciuto tramite le stesse compagne di classe che la avevano portata alla conoscenza di Roberta, in prima liceo. Erano stati grandi amici e lo erano tuttora, anche se si potevano frequentare molto meno a causa delle due diverse università che frequentavano, ma avevano incrementato la loro amicizia soprattutto in quarta superiore, quando era entrato di mezzo Marco.
E qui iniziavano le note dolenti, perché Marco era stato il suo passato, il bellissimo presente di un periodo della sua vita che le era parso splendido… E che poi era dovuto, ovviamente, finire, come tutto ciò di stupendo che c’è. Lei e Marco si erano conosciuti al diciassettesimo compleanno di Filippo: avevano parlato per tutta la sera e alla fine erano rimasti troppo contenti per quell’incontro entrambi, troppo perché quelle chiacchiere potessero sfociare in una semplice amicizia. Silvia aveva chiesto il numero di Marco a Filippo, ed alla fine i due si erano rivisti dieci giorni dopo in compagnia di Filippo e di Roberta, ma ormai l’interesse reciproco era palese. Avevano cominciato a uscire insieme e poco dopo si erano messi insieme, innamorati più che mai l’uno dell’altra, anche se entrambi avevano considerato sempre il vero inizio della loro storia quel fatidico compleanno. Era stata fondamentalmente una bella storia, si erano voluti entrambi molto bene e ci avevano messo la gioia e la vitalità tipica dei diciassette anni, ma era stata anche una storia molto particolare: Marco era conservatore, tradizionalista e stretto nelle sue idee almeno quanto Silvia era per il progresso e aperta di mente. Entrambi avevano idee opposte riguardo al futuro e fondamentalmente tutti e due sapevano che quella bellissima storia non poteva avere un seguito effettivo, proprio per questa ragione. Eppure l’affetto reciproco, la voglia di vedersi, la felicità provata stando insieme era stata talmente grande che la loro storia era andata avanti per poco più di due anni. A metà dicembre del primo anno di università entrambi avevano deciso, senza troppi rancori, di chiudere una storia che andava avanti più per abitudine che per altro. Le divergenze fra loro erano sempre state vaste, ma ormai i due erano arrivati ad un punto in cui queste erano diventate più grandi della voglia di stare insieme. Pur rimanendo abbastanza amici i due si erano lasciati, ma non si vedevano più come un tempo, ovviamente. Saltuariamente Silvia si faceva sentire con qualche messaggio, a cui lui rispondeva con tono svogliato, oppure lei stessa si macinava chilometri in bicicletta per andare a trovarlo a casa sua, ma per quanto cortese, l’interesse di Marco nei suoi confronti, anche come amica, era a dir poco tiepido. Infatti Silvia era rimasta molto colpita quando due mesi prima, le era arrivato un messaggio dello stesso Marco, che la invitava al suo ventesimo compleanno. Si era presentata al Cdd con un certo groviglio nello stomaco, e con una struggente malinconia al pensiero che nello stesso posto lei era stata al fianco di lui, lo stesso Marco che adesso teneva la mano ad una ragazzina di cui Filippo le aveva parlato, come sua ragazza… Non sapeva bene quali fossero i suoi sentimenti nei confronti di Marco, anche lei era stata concorde nel lasciarsi, e anche se ne aveva sofferto terribilmente, al momento le era sembrata la scelta giusta. Una scelta che le aveva lasciato addosso strascichi di malinconia e tristezza per mesi, che la aveva assillata durante tutti i sabati sera trascorsi con i vari amici o a casa, al ricordo dei bei tempi andati con Marco, ma d’altronde era ben cosciente che lei stessa era sempre stata la prima a dire che non voleva fermarsi alla prima storia della sua vita, e che lei e Marco non erano fatti per stare insieme, in un futuro più serio… Eppure le lacrime sul cuscino, i pomeriggi passati a pensarlo, il magone al ricordo dei bei momenti trascorsi con lui, la tristezza ripensando agli ultimi tempi storti e alle loro incomprensioni a causa della visione del mondo totalmente differente… C’era ancora tutto questo dentro Silvia, e forse ci sarebbe sempre stato.
Era stato proprio per il ventesimo di Marco che Filippo e Elisa avevano tirato in ballo quest’idea della vacanza, e chissà perché, Marco che voleva stare sempre solo soletto con la ragazza di turno, aveva accettato, quasi più entusiasta della stessa Silvia. Alla fine Filippo aveva coinvolto anche Federico, che a sua volta aveva coinvolto anche Giovanni e così anche Silvia era stata, come al solito, messa nel mezzo. Ed era così che l’avventura era iniziata.
Elisa invece era la ragazza di Filippo da ormai quasi un anno: aveva la loro stessa età e frequentava la facoltà di Biotecnologie, e aveva frequentato anche lei il liceo scientifico, ma in un’altra scuola. Silvia la aveva ovviamente conosciuta tramite Filippo, e le era a dir poco simpaticissima. Dato che tendeva a scarseggiare di amiche di sesso femminile le si era subito attaccata un po’ come una cozza, ma Elisa non aveva mai avuto niente da ridire al riguardo. Anzi, a volte si erano trovate a uscire anche loro due da sole, oppure Elisa stessa la aveva portata nel gruppo delle sue amiche.
Ma per Laura non riusciva a provare la stessa simpatia che la aveva legata a Elisa sin dai primi tempi. Laura era ancora una bambina, dato che era appena passata in quarta superiore, e frequentava quello stupidissimo istituto d’arte che Silvia aveva sempre detestato. Be’, in realtà no, ma adesso sì, e non riusciva a impedirsi di essere un po’ gelosa. In fin dei conti era solo una piccola fighettina castana con quei riccioli del cavolo, quel corpicino smagrito e tutta quella fissa per le marche, le discoteche, i vestiti truzzi, i trucchi… E se le parlavi di cose più intelligenti non capiva nulla. Che ragazza di diciassette anni è una che dalla vita vuole solo sposarsi e avere tanti bambini da accudire? Niente di più che la ragazza ideale per Marco, le disse una vocina dentro di sé.
Silvia prese il telefono con aria meccanica e fece uno squillo a Giulio, che ovviamente aveva il cellulare spento, o scarico o magari era in un posto dove la linea non prendeva, e che comunque non le avrebbe rifatto lo squillo ugualmente…
Questa era stata la cosa che più le era mancata di Marco, i primi tempi: i numerosi squilli. Come all’inizio della loro storia era rimasta stupita e lusingata da quel semplice gesto, alla fine e anche in quel momento, dopo nove mesi ormai, sentiva tanto la mancanza di tutte le attenzioni di cui lui e soltanto lui aveva saputo ricoprirla, almeno fino alla fine.
E adesso lui aveva intrapreso una superstoria già da aprile, con questa tizia, che andava a mangiare da lui, mentre lui andava a mangiare da lei, con la quale andava già regolarmente a letto e con la quale parlava già da matrimonio non appena lei avesse preso il diploma… Che cessi, per dirla proprio con una delle esclamazioni tipiche di Marco!
- Questa è bella, Silvia, tu la conosci? – le chiese Giovanni, riferendosi alla canzone.
Le note di Fear of the Dark degli Iron Maiden iniziarono a diffondersi nella macchina, dalle casse, e Silvia non riuscì a evitarsi di sorridere, nonostante tutti quei tristi pensieri. In fondo stava partendo per una vacanza con quattro fra i suoi migliori amici: Federico, Giovanni, Filippo e Elisa, Roberta la conosceva da tanto e Marco… Marco era un suo amico. E pazienza per Laura, in fondo non le aveva fatto niente di male, e Silvia avrebbe dovuto soltanto cercare di farsela andare a genio!

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Quilava

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/12/2009, 21:55


mmm... carina, anche se all'inizio è un po' confusa, si fatica a starle dietro... cmq forse ho capito qualche persona!!=)

Allora:
Silvia=te ovviamente...^^
Marco=Alessio
Roberta=Ruby, si capisce perfettamente, soprattutto quando dici della balbuzie!XDDD
Filippo=Davide
Probabilmente Giovanni è Daniele?O_o
Laura non so chi sia, mi verrebbe da dire la Francesca, però non ne sono sicuro...^^'
Federico... è possibile che sia quel tuo amico a cui piacciono i pokémon?o.o
Elisa... non so se è l'Irene o la Cristina, o qualcun altro che non conosco?^^"

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Regole di Pubblicazione [+]

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~Bad Girl~
When the red light comes on I transform (x2)

[Aubrey]
Look in my eyes covered in Maybelline
Looking like something fresh out a magazine
I can be part of your deepest fantasies
You're the detective, come solve my mystery

[D. Woods]
Some say that love is all that I'm missing
Some call it jezebel, I call it attention
But what they don't know they can't even imagine
Say I don't have no self-esteem but it's my fashion

[Chorus]Maybe I'm just a bad girl
Maybe I'm just a bad girl, a bad girl
I can be your addiction if you wanna get hooked on me
I-I can be your addiction if you wanna get hooked on me
Maybe I'm just a bad girl
Maybe I'm just a bad girl, a bad girl
When the red light comes on I transform[/Chorus]


[Dawn]
Something about me has got you hypnotized
Examine my body like you're the science guy
Watching my every move you anticipate
What ya thinking about, boy I can recreate

[Aundrea]
Some say that love is all that I'm missing
Some call it jezebel, I call it attention
But what they don't know they can't even imagine
Say I don't have no self-esteem but it's my fashion

[Chorus]

[Missy Elliott]
I know you hear me boy...
B-A-D-C-H-I-C, lookin' so sexy
Make them bitches hate me
She not me cause there's just one me
I'm the M to the I-double S-Y-E
Lights come on, I tr-transform
Gimme that dick, baby, com-come on
I can do it all night 'til the break of dawn
On-On and on, I keep on goin'
They call me a jezebel cause I freaks, I does it well
Got extensions in my hair, bad girls is ya'll up in here? (Yeah)
Tonight we just gonna let it do what it do
I can put this pretty young thing on you
I ain't lookin' for attention, I just want you
Let me be your addiction, I can be that too

I can be your addiction if you wanna get hooked on me
I-I can be your addiction if you wanna get hooked on me

[Chorus]

[Shannon]
From a caterpillar to a butterfly
I know I got something that you're gonna like
(Don't be afraid I won't let you down)
I'm the one that'll make you come around

[Chorus]

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Scheda Pokémon Game [+]
Scheda Pokémon Fakeland [+]
Scheda Pokémon Island [+]
Scheda Pokémon Power World [+]

 
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Luxray

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 14:24


mmm! non ho capito chi è laura!! la francesca?
comunque elisa all'inizio sembra più la cristina, poi più io quando dici di biotecnologie... :D
federico dovrebbe essere daniele... giovanni non lo so, forse un amico di daniele...
E' molto carina ma io preferisco -10! :D :D


P.S. Roberta è "vagamente" ispirata alla ruby o sbaglio? :P

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slid into the ditch I have this overwhelming loss of ambition we said lets name thirty good reasons why
we shouldn't be together I started by saying things like "you smoke" "you live in new jersey (too far)"
you started saying things like "you belong to the world" all of which could have been easily
refuted but the conversation was hypothetical I am totally short of breath for you why can't you shut
you're stuff off....i'm in the front row, the front row with popcorn I get to see you see you close up
(Alanis Morissette - Front Row)


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pronaque cum spectent animalia cetera terram,
os homini sublime dedit caelumque videre
iussit et erectos ad sidera tollere vultus.




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Chikorita

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/9/2009, 22:20


Grazie, comunque è vero, -10 è molto meglio!

Allora...

Roberta = Rub
Elisa = inventata... ispirata dall'Ire però, un po'
Marco = come ha detto il lipu
Laura = inventata (francesca quale? la mia vecchia amica? mmh no, non ci avevo pensato... )
Federico = Dani (è lui che amava i pokèmon, lipu xD )
Giovanni = Simo amico Dani
Filippo = Davide


Ecco il capitolo 2...
Prima che vi apriate in mille congetture, Giulio non è nessuno xD

Totalmente inventato da me, che pensavo che dopo una storia seria (Silvia è stata con Marco... Mmh... due anni e un mese circa, mi pare) Silvia si sarebbe trovata uno a caso!

Capitolo 2


- Ma perché dobbiamo montare tre tende, scusa? Ci costerebbe molto meno montarne soltanto due! – insistette Silvia, al colmo della disperazione.
Tutti i suoi bei pensieri riguardo a Marco erano andati svenendo non appena, arrivati al campeggio, lui si era messo a insistere per montare tre tende. Tre tende avrebbero occupato tre piazzole, e tutti avrebbero speso un terzo di più, e questo soltanto perché lui e la sua Laura volevano la loro privacy. Quello era un atteggiamento proprio tipico di Marco: volere restare da solo con la ragazza, che tendeva a considerare una sua proprietà, a tutti i costi.
- Silvia, mi ero dimenticata che tu sei perennemente senza soldi d’altronde… Ma se proprio volete fare così, in una tenda dormite te, Giovanni, Federico, Roberta, Filippo e Elisa, e nell’altra io e Laura. È l’unico compromesso che posso accettare. – replicò lui freddamente.
- E va bene. Lasciateci almeno la Canadese a cinque posti e prendetevi voi l’Igloo a quattro, se non è troppo disturbo. – si arrese Silvia, più irritata che mai.
Apparentemente d’accordo con quel compromesso, senza rendersi conto che la sua richiesta era evidentemente fuori dalle norme, Marco si zittì, e tutto soddisfatto prese a montare la sua tenda, mentre Laura si stava sedendo su una tovaglia che aveva steso lì vicino. Mentre Marco e Laura si disponevano con comodità i loro bagagli dentro alla tenda appena montata, i nostri sei eroi cominciarono a adeguare le loro cose dentro la canadese, con un’evidente difficoltà. Cercando di non infierire sul fatto appena accaduto, Silvia prese a borbottare mentre era dentro la tenda, e mentre Federico e gli altri se la ridevano della grossa, Filippo mormorò:
- Silvia, Laura ovviamente non sa niente di… di prima, e insomma, Marco non vuole nemmeno che lo sappia, sai bene com’è fatto. Quindi cercate di limitare l’astio e le vecchie recriminazioni, se potete… Insomma, per Laura tu sei soltanto una vecchia amica di Marco, okay? Cerchiamo di non farla restare male. –
- Tranquillo. – replicò lei, cercando di mantenere un tono di voce calmo, ma non riuscendoci affatto. – Starò attenta a non ferire i sentimenti di Laura, non c’è nessun problema. –
- Bene. – replicò Filippo con aria tranquilla, convinto che tutto fosse a posto.
Soltanto Elisa sembrò capire che in realtà niente era a posto per Silvia, e cercò di sorriderle amichevolmente, ma Silvia era troppo presa nella sua rabbia per notare il gesto amichevole e comprensivo della ragazza.
Al termine della disposizione dei bagagli e delle tende i ragazzi decisero di andare a fare un bagno di prima mattina per inaugurare quel viaggio tutti insieme, così si diressero in spiaggia e occuparono un ombrellone tutti insieme.
Tra sbuffi e tuffi vari finirono tutti in acqua armati di una palla e si divertirono fra schizzi e annegamenti vari, mentre Silvia non riusciva a togliersi di mente le innumerevoli volte in cui aveva fatto il bagno con quegli stessi amici, ma nei panni della ragazza di Marco, che adesso stava vicino ad un’altra, che stava tenendo la mano ad un’altra, che la stava baciando…
Ma in fondo anche lei si era già trovata un altro, doveva ammettere anche che la sua “mezza storiella” con Giulio sembrava proseguire bene e secondo canoni non troppo soffocanti per una persona che aveva concluso da non molto un rapporto importante.
Dopo avere terminato il bagno tornarono sotto l’ombrellone, dove iniziarono a conversare tranquillamente: i dissapori di poco prima fra Marco e Silvia sembravano quasi completamente svaniti, e si stavano parlando come due vecchi e buoni amici che non avevano niente da recriminarsi l’un l’altro. Quando Silvia, Elisa, Federico e Filippo presero a parlare tra loro come erano soliti fare, e a ridere e scherzare, e a fare gli stupidi, persino Laura, che era stata zitta fino a quel momento non riuscì a reprimere una risata.
- Certo che siete proprio simpatici e mi fate ridere un sacco. Quando io mi sarò diplomata e Marco e io ci sposeremo vi inviteremo sicuramente! –
Tutti guardarono Laura con aria un po’ stralunata, ma soltanto Silvia ebbe la forza e il coraggio di scoppiare a ridere, e Marco, conoscendola bene e sapendo tutti i loro discorsi passati in proposito, intercettò lo sguardo della ragazza e rise a sua volta. Un discorso del genere fatto da una ragazzina di diciassette anni era ben strano agli orecchi di tutti, ma per Silvia poi, che in tutta a sua vita aveva giudicato stupide quelle che facevano certi progetti da ragazzine, e che non aveva certo voglia di sposarsi giovane, quelle parole erano assolutamente blasfeme.
- Ma parli seria? – le chiese, non riuscendo a trattenersi.
- Sì. – replicò Laura, un po’ disorientata. – Perché? –
Agli occhi ai quella ragazza sembrava che il sogno più bello in assoluto di ogni donna fosse quello di sposarsi a diciannove anni e mettere in cantiere tre o quattro bambini: proprio il sogno ideale di Marco, insomma. Che tristezza.
- No… Cioè, a me non piacerebbe sposarmi così presto. Cioè a me non piacerebbe sposarmi affatto, io sono per le convivenze, ma questa è un’altra storia. E comunque fra minimo dieci anni o anche di più. –
- E il tuo ragazzo cosa ne pensa di questo? – le chiese Laura, guardandola come si osserva un insetto piuttosto strano e cattivo.
- Non abbiamo una storia classificabile come seria, è una faccenda abbastanza libera, e comunque se mai dovesse diventarlo, cosa che dubito, lui la pensa come me. – replicò tranquillamente Silvia.
Simone, Federico, Roberta, Filippo ed Elisa che conoscevano la faccenda con Giulio tacquero, Marco invece alzò la testa e le lanciò uno sguardo penetrante e sprezzante allo stesso tempo.
- Un comunistone che ci va con mille altre, non si fa mai sentire e ti fa impazzire, insomma? –
- Una cosa del genere, sì. – ammise Silvia. – Ma a me non me ne importa poi così tanto, quindi non mi fa impazzire. –
- Comunista? – Laura storse la bocca. – E si droga, e beve? –
- Sì, un po’. – rise Silvia, divertita dall’aria scandalizzata di Laura.
- E fate sesso? – insistette Laura, spiazzando un po’ tutti con quella domanda.
- Be’. – Silvia divenne color peperone e abbasso lo guardo. – Be’, sì, ma… Be’… -
- E come lo hai conosciuto? – continuò la ragazzina, decisamente incuriosita.
Ormai al colmo dell’imbarazzo, non molto propensa a parlare di quelle cose davanti a quello che comunque era stato il suo ex ragazzo, Silvia avrebbe voluto fuggire da quell’argomento, ma ormai gli occhi di tutti erano puntati come lame incandescenti su di lei, e a questo punto decise di raccontare tutto.
- Nulla di che, alla fine di luglio, all’università… Ci siamo frequentati un po’, lui è di Pistoia, ma non è esattamente il mio ragazzo, Laura, non è nulla di serio. Ma anche se avessi un ragazzo serio non vorrei sposarmi. Cioè, capisco che tu sia sconvolta, magari ti sembro strana, mi dispiace ma… –
- E non sei mai stata fidanzata seriamente, da volere sposarti? – continuò Laura, sempre più incredula, e secondo silvia anche invadente e curiosa.
- Ho avuto un ragazzo serio ma… - tutti i presenti, soprattutto Marco, le lanciarono uno sguardo talmente incandescente da farle passare il desiderio di spiegare chi fosse stato questo ragazzo. – Insomma, già il termine “fidanzata” mi sembra strano. Ho diciannove anni, non ho voglia di essere così seria. comunque rispetto il tuo punto di vista e sono molto felice per la vostra scelta. Siete una bellissima coppia, congratulazioni, Laura e… Marco. –
Dopo queste parole calò un mutismo imbarazzante e assoluto fra i ragazzi, che fortunatamente fu interrotto dalla proposta di Federico di giocare a carte. Silvia stava per unirsi a lui e a Giovanni, per lasciare in pace le due coppie, quando il suo cellulare prese a squillare all’interno del suo zaino.
- Pronto? –
Silvia provò il desiderio fugace di allontanarsi, non appena le rispose la voce grave e sottotono di Giulio, ma la sabbia era troppo scottante e ci avrebbe messo troppo a cercare le ciabatte in mezzo a quel groviglio di asciugamani e borse varie, quindi rimase seduta sulla sua sdraio sotto gli occhi di tutti i presenti.
- Ciao Silvia, tutto bene? – le domandò dall’altro capo del telefono la voce di Giulio, sbrigativa come al solito.
- Sì, Giulio, tutto a posto. E te, come te la passi? – replicò lei, annoiata.
D’accordo, Giulio non era il grande amore della sua vita, eppure solitamente le era abbastanza simpatico, perché adesso le stava facendo soltanto afa, semplicemente perché si trovava a contatto con Marco? Perché Giulio, che aveva tutti i requisiti che durante i tempi della sua storia con Marco, aveva considerato gravi mancanze e ostacoli alla loro storia, adesso le sembrava lontano anni luce da lei? In fondo Marco era solo il suo ex ragazzo, adesso erano buoni amici e lui stava per sposarsi, basta, doveva togliersi dalla mente questi pensieri assurdi.
- Ma, sai com’è, al collettivo c’è sempre un po’ di problemi, sono arrivati i fascistoni di merda che ci hanno distrutto tutti gli stand per la festa che avevamo organizzato all’interno della facoltà e… -
Silvia allontanò il cellulare dall’orecchio e si lasciò andare ad un lungo sbadiglio: quei discorsi che non aveva mai potuto fare con Marco perché lui stesso era uno di quei fascistoni che lei e Giulio odiavano tanto, e di cui a suo tempo aveva tanto sentito la mancanza, adesso la stavano terribilmente annoiando. Possibile che Giulio non sapesse parlare altro che di manifestazioni, politica, fumo, alcool, eccetera? Che palle!
- … e quindi alla fine li abbiamo cacciati. Siamo stati grandi. Tu quando torni in redazione del Collettivo per scrivere l’articolo su questo fatto? –
- A ottobre, Giulio, quando iniziano di nuovo i corsi. Adesso voglio starmene in pace in vacanza. – replicò Silvia seccamente.
- Compagna a metà insomma? – le disse Giulio.
- No, semplicemente sono una compagna non fissata… - replicò lei. – Okay, Giulio, ci sentiamo, va bene? –
- Va bene Silvietta. Ciao! –

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Luxray

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 14:24


ahah bella la ragazza di marco che ha le sue stesse idee :D
comunque avevo azzeccato tutti i personaggi yuppi!! :P

P.S. Giulio non è nessuno, vero? :P

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Chikorita

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L'ho scritta a settembre, giuro!

Non so, forse avevo previsto una cosa del genere...! Ma non è ispirato a nessuno sul serio!

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Luxray

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:D :D

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Chikorita

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/9/2009, 22:20


Questa pu**anaccia non mi crede :P

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Chikorita

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Capitolo 3

Quella sera decisero di festeggiare l’inizio della vacanza andando a mangiare in pizzeria: in seguito non si sarebbero più potuti permettere altri lussi, a causa dei costi e delle loro condizioni di studenti, ma almeno per quella serata non volevano badare troppo ai costi. Silvia si trovò seduta fra Giovanni e Elisa, mentre Laura era davanti a lei.
- Okay, io prendo la solita pizza rossa, una coca media e le patatine fritte, e voi ragazzi? – esclamò subito silvia, senza nemmeno consultare il menù.
- Ovviamente anche la tua pizza è rossa, vero? – ridacchiò Marco, poco lontano da lei, seduto a fianco della sua ragazza.
- Certo! Te Marco prendi le patatine, la pizza con i wurstel e una birra media, scommetto. – replicò lei facendogli un po’ il verso. – Ma le patate solo con la maionese e niente ketchup…
- Esatto. – affermò Laura. – Come fai a saperlo? –
- Be’… - Silvia arrossì giusto un po’, poi riprese subito il controllo della situazione. – Sai, siamo tutti amici da tre anni o anche di più! Vedi, secondo me Federico prederà la Margherita, Filippo la pizza con le olive, Roby una quattro stagioni, Giova una prosciutto e funghi e Eli una Napoli… Ditemi se mi sbaglio? –
- Ti sei sbagliata con me. – la prese in giro Federico. – Perché io questa volta voglio una pizza rossa come te! –
- Be’, ma è stato un caso, vedi io ho una memoria di ferro quando si parla delle pizze che prendono i miei amici! – scherzò Silvia, rivolta verso Laura. – E tu, cosa prendi? –
- Niente. – rispose laconicamente la ragazza.
- Come sarebbe a dire niente? – silvia la fissò con occhi sbarrati.
- Non ho fame, ho mangiato troppo a pranzo. – commentò lei. – Prendo un’insalata e basta, forse... –
- Ma abbiamo mangiato solo panini a pranzo, ti farà male, Laura. – commentò Elisa, lanciandosi un’occhiata obliqua con Silvia.
- Lasciatela stare, lei mangia sempre poco. – tagliò corto Marco. – Dai, tanto ci sono io che mangio per due. Ma, cambiando discorso, Giovanni, come sei messo a donne? –
- Nessuna di importante. – replicò il ragazzo, ombroso come sempre sull’argomento. – Io sono come Federico, sono una persona da solo una botta e via, per ora. –
- E il tuo… tipo, Silvia? – chiese Marco ostentando noncuranza. – È il classico comunistone rivoluzionario, tutto sciattone, che fa l’intelligente e il bellissimo? –
Lusingata da quell’atteggiamento di Marco, che esprimeva una quasi gelosia nei suoi confronti, quando lei stessa stava morendo di gelosia da quando lui si era messo con Laura, e sentendosi al centro dell’attenzione, Silvia si comportò un po’ come un cane che vuole rimarcare il proprio territorio, e se ne uscì con un’affermazione piuttosto sfacciata, di cui Laura non colse il pericolo, perché era un commento che detto da un’amica poteva essere semplicemente scherzoso e simpatico, ma dalla propria ex ragazza suonava incredibilmente strano e provocatorio.
- Non è affatto bellissimo, tu sei il solo che reputerò sempre intelligente e bellissimo, lo sai che sei e sarai sempre il mio unico amore! –
Laura scoppiò a ridere, anche perché Silvia era solita rivolgersi così ai propri amici in battuta, lo faceva spesso anche con Giovanni, Filippo e Federico, ma in quella situazione tutto era completamente diverso e stonato, e tutti se ne resero conto, soprattutto la stessa Silvia e Marco, che arrossì di scatto e le sorrise in un modo decisamente troppo strano.
- Ma come, Silvietta! – Filippo decise, come al solito, di risollevare la situazione. – Non sono io il tuo unico amore? -
- Ovvio. – replicò la ragazza ridendo. – Senza offesa, Eli! –
- Ma anche io sono il tuo amore, Silvia, no? – replicò Elisa, divertita.
- Certo… Ma anche Filippo, mi pare chiaro… e anche Giovannino… - scherzò lei.
- E il tuo Giulio no? – replicò scandalizzata Laura. – Comunque si vede che siete una coppia libera. Marco non mi permetterebbe mai di scherzare così con altri ragazzi, anche se magari lo fai per giocare perché sono tuoi amici. –
Silvia fece una faccia annoiata e spostò lo sguardo altrove. Aveva tutto tranne che voglia di farsi giudicare e farsi dare della troietta da una ragazzina idiota e truzzetta, che oltretutto stava con il suo ex.

Il mattino seguente si svegliarono tutti verso le nove, e si diressero in spiaggia con l’idea di fare colazione con dei panini che si sarebbero portati dietro, con l’eccezione di Laura e Marco che andarono in un pub in passeggiata. La tentazione di Silvia di mandare entrambi a quel paese fu molto forte, tuttavia si trattenne per gentilezza e correttezza. Arrivata in spiaggia si sedette alle sdraio con gli altri e si mise a mangiare, quando Roberta entrò inevitabilmente in argomento “Laura”.
- Certo che la ragazza di Marco è davvero stupida e insopportabile. –
Esclamò ad un certo punto, con la bocca piena del suo panino e con la sua solita disarmante sincerità, che a volte poteva essere irritante, ma che in quel momento fece gongolare Silvia.
- Ma no, sembra una ragazza tranquilla e a modo, no? – replicò Filippo, che però si beccò subito un’occhiataccia da Elisa.
- Eri molto meglio tu, Silvia! – esclamò Federico.
- Sì… Magari… Cioè… Forse Laura è solo più carina. – si intromise Giovanni ridendo e beccandosi un calcio scherzoso da Silvia.
- Io preferivo te, Silvietta. – le disse Elisa. – E non di poco. -
- Anche io, Silvia. – replicò Filippo, gentile come al solito ma da sempre un po’ insensibile. – Solo che tanto tu e Marco non stavate più bene insieme… Ricordi gli ultimi tempi? Non puoi dare la colpa a Laura. –
- Non sto dando la colpa a Laura di niente. – replicò seccamente Silvia, punta un po’ sul vivo. – Sto solo pensando che è strano essere insieme a Marco al mare, dove siamo stati spesso quando eravamo ancora insieme, e che magari se Laura non ci fosse… -
- … Potrebbe riscoccare la scintilla. – concluse Filippo per lei. – Che non durerebbe più di due mesi, perché le vecchie incomprensioni tornerebbero a galla, di questo almeno ne sei consapevole o ti sei ripresa una così grande botta per Marco da dimenticare tutte le volte che hai sofferto per lui e che lui ha sofferto per te? –
Silvia sbuffò. Filippo sapeva essere straordinario, ma la sua insensibilità a volte era quasi tangibile. Cosa gli costava dire semplicemente che Laura era antipatica e ochetta mentre lei, che era sua amica da ormai sei anni, era molto meglio? Sarebbero bastate queste parole!
- Sei una palla al piede, Filippo. – sbottò lei, annoiata ed anche piuttosto offesa. – Io vado a fare un bagno, chi mi ama mi segua. –
E senza aspettare alcuna risposta, piuttosto permalosa come al solito, si diresse verso il bagnasciuga, dando le spalle a tutti e sbuffando. Elisa, che era sempre molto dolce e carina con tutti soprattutto con Silvia, lanciò uno sguardo critico al suo ragazzo e si affrettò a seguirla, seguita a ruota da Federico e da un più perplesso che mai Filippo.

Di fatto Marco e Laura scomparvero per tutto il giorno, e quando Filippo cercò di contattarli con il cellulare verso le tre, i due risposero che erano a visitare un posto lì vicino e che li avrebbero raggiunti soltanto al campeggio, dopo cena. La giornata procedette tranquillamente fra tornei di biliardino con coppie abbastanza eque (Silvia con Giovanni, Elisa con Filippo, Roberta con Federico), partite a pallavolo nell’acqua e a pingpong sul bagnasciuga, e soltanto dopo aver cenato con i panini avanzati dal pranzo, secondo la loro ormai storica politica del massimo risparmio, decisero di far ritorno alle tende.
Marco e Laura erano miracolosamente lì, intenti a vestirsi a festa: mentre lei indossava una gonna corta bianca che risaltava la sua abbronzatura perfetta, ed una canottiera nera, il tutto coronato da degli stivali beige con il tacco a spillo. Marco aveva invece una camicia scura e un paio di pantaloni grigi chiari, con delle scarpe ginniche bianche e immacolate. Avevano chiare intenzioni di andare da qualche parte particolarmente figa, pensò silvia, scrutando se stessa e i suoi amici che ancora avevano addosso i costumi bagnati e sabbiosi, i borsoni a tracolla, e glia asciugamani, e che dovevano ancora farsi una doccia.
- Andate a ballare, Marco? – gli domandò Silvia, avvicinandosi a lui.
- Sì. – le rispose lui, scrutandola divertito sottecchi e sapendo bene che lei odiava le discoteche. – Vuoi venire? –
- Ah beh, se me lo proponi tu non posso mica rifiutare. – scherzo lei.
Marco guardò Laura che era intenta a parlare a raffica con una Elisa un po’ dubbiosa e poco propensa ad ascoltarla e poi fece un sorrisetto enigmatico, rivolto verso Silvia.
- Per caso Silvietta fa la carina con me ora? – le chiese, rallegrato. – Ci stai provando, mi devo preoccupare? –
In quell’istante Laura tornò saltellando verso Marco e lo prese possessivamente sottobraccio, così Silvia si limitò a sorridergli conciliante.
- Gli altri non vogliono venire! – strillò, piuttosto eccitata dal fatto di potere rimanere sola con il suo ragazzo, o almeno così parve all’occhio geloso di Silvia. – Andiamo noi! –
- Passate una bella serata, ragazzi. – replicò allora lei, sorridendo di nuovo. Il sorriso finto era la sua maschera fissa ogni volta che aveva a che fare con Laura. – Verrò la prossima volta. –
Si allontanò in fretta da loro sempre con la sua solita faccia felice e cortese di circostanza, mentre dentro di sé malediva per l’ennesima volta la maledetta Laura.

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